Archivio per la categoria ‘Nichi’

Se non ora quando? – video di Nichi

Pubblicato: febbraio 11, 2011 in Nichi

In una videolettera Nichi spiega perché il 13 febbraio parteciperà a Milano a una delle tante manifestazioni in occasione della mobilitazione per la dignità e la libertà delle donne ‘Se non ora quando?’.
‘Uno dei cuori del berlusconisco è stato quel mix di sessismo e di maschilismo che sono problemi politici’ dice, per cui la battaglia in corso non deve essere solo un ‘problema’ di donne ma deve coinvolgere anche gli uomini che devono criticare ciò che resta, in forme patetiche, dell’antico primato del maschile. ‘È importante che la rottura del berlusconismo avvenga sul terreno dell’immaginario, della cultura diffusa, della relazione tra i generi’ aggiunge ‘per questo il 13 febbraio rappresenta una data fondamentale nel calendario della buona politica’.

Guarda la videolettera

Quella intrapresa dalla FIOM è una battaglia che non riguarda solo gli operai Fiat, ma chiama in causa tutti i lavoratori italiani. Il modello di “sviluppo” proposto da Marchionne rappresenta un odioso ricatto occupazionale, che mette a rischio conquiste di civiltà raggiunte a prezzi di lotte e sacrifici. Con l’”operazione Mirafiori” si assiste al tentativo di separare il lavoro dai diritti, in aperta violazione dei principi fondativi della nostra carta costituzionale. La nostra idea di sviluppo è diametralmente opposta a quella di Marchionne.Siamo infatti fermamente convinti che la crescita del nostro Paese debba passare necessariamente attraverso la crescita in termini di diritti dei Paesi del Sud del mondo.I diritti della persona non sono a disposizione nè di Marchionne, nè di nessun altro imprenditore, nè del Governo.

Nichi alle Invasioni Barbariche

Pubblicato: novembre 28, 2010 in Nichi

Nicola Vendola, detto Nichi, 52 anni, è un politico italiano, attuale presidente della regione Puglia, eletto la prima volta nel 2005 e confermato nel marzo 2010, e del partito politico Sinistra Ecologia e Libertà. Nato a Terlizzi, Bari, si diploma al liceo scientifico e si laurea in Lettere con una tesi su Pier Paolo Pasolini. Nel frattempo lavora come correttore di bozze per un casa editrice e inizia a scrivere per l’Unità. Iscritto alla FGCI (la federazione dei giovani del partito comunista) nel 1985 ne diviene membro della segreteria nazionale, carica che lascia nel 1988 quando torna a fare il giornalista per Rinascita. Due anni dopo è nel comitato centrale del Partito Comunista che lascia nel 1991, in disaccordo con la svolta della Bolognina del segretario Achille Occhetto, e fonda con altri il Partito della Rifondazione Comunista che lascerà nel 2009. Eletto per la prima volta in parlamento nel 1992, è sempre stato rieletto fino al 2005 quando corre per l’incarico di presidente della regione Puglia sconfiggendo il candidato del centrodestra Raffaele Fitto. Negli anni in Parlamento è stato componente della Commissione parlamentare Antimafia. In contrapposizione alla linea politica del segretario del PRC Paolo Ferrero nel 2009 lascia il partito e fonda Sinistra Ecologia e Libertà di cui è eletto presidente. Nel 2010 si ricandida alle primarie della coalizione di centrosinistra per eleggere il candidato alla presidenza della regione Puglia, e dopo aver sconfitto Francesco Boccia supera nella tornata elettorale anche il candidato del Pdl Rocco Palese. È stato tra i fondatori dell’associazione Arcigay e della Lega italiana per la lotta contro l’AIDS ed è autore di numerosi libri, da Prima della Battaglia (1983, Eura Press) all’ultimo del 2010 La Fabbrica di Nichi (Manifestolibri). Nel 2010 Cristina Cosentino e Giuliano Rosciarelli pubblicano Vendola. Il volto nuovo della Sinistra (Editori Riuniti, 400 pagine, 15 euro).

video

Nichi Vendola alla NYU. La poesia al potere

Pubblicato: novembre 20, 2010 in Nichi

Se non più dalla fantasia, in Italia il potere della sinistra potrebbe essere rappresentato dalla poesia? Dopo aver assistito mercoledì sera a due ore di Nichi Vendola alla Casa Italiana Zerilli Marimò della New York University, tutto è possible. Non lo scriviamo per sottovalutare le chance del Presidente della Regione Puglia, al contrario. Lo abbiamo osservato mentre riusciva a tenere incantato un pubblico di giovani e meno giovani (al 99% italiano), tutti pigiati e in piedi. Vendola ha una capacità oratoria, di una intensità “obamiana”, che una sua vittoria nelle eventuali primarie per scegliere il leader dello schieramento di centrosinistra da opporre a Berlusconi (e a Fini) non ci appare più solo possibile, ma probabile. Al segretario del Pd Bersani, in questo caso, spetterebbe il ruolo che fu di Hillary Clinton, favorita e appoggiata dall’establishment, che non riesce ad intercettare la grande domanda di “hope” e “change” da parte dell’elettorato e che invece l’avversario riesce a riflettere alla perfezione.

Vendola, l’attuale leader-fondatore di Sinistra Ecologia e Libertà, il post comunista che venti anni fa rifiutò la svolta di Occhetto e con Cossutta fondò Rifondazione Comunista – abbandonata non tanto tempo fa – secondo recentissimi sondaggi è il più popolare leader tra gli elettori del centrosinistra, supera non solo Bersani, ma anche Di Pietro.

Nichi, così lo chiamavano tutti alla NYU, dando del tu a chi è Presidente della Regione Puglia da cinque anni. Perché Vendola, come Obama nel 2008, trasmette accessibilità. Ha una super presenza su internet, con video messaggi che rimbalzano nei network sociali che lo hanno fatto balzare nell’indice di popolarità tra quella moltitudine di italiani che ormai non si fida più di giornali e tv e si rivolgono alla rete come espressione di media non asservito ai “padroni” o ai “partiti”.

“Io non sono un fenomeno – ha detto Vendola -. Il fenomeno è la domanda di cambiamento”. E all’accusa di rischiare il “populismo”, proprio attraverso il magico strumento di internet, Vendola si è difeso così: “Il populista accarezza gli istinti peggiori del popolo, il populista dice al popolo quello che per il popolo è agevole sentirsi dire perché non comporta spese, non comporta responsabilità, non comporta sacrifici, io faccio un discorso pubblico che è molto aspro, nei confronti del mio popolo, ed è un discorso pubblico in cui dico che si possono anche perdere i voti ma non bisogna perdere l’anima…”.

Vendola con il suo linguaggio “letterario”, ha spaziato nelle sconfinate praterie dei temi della politica italiana. Lo storico contrasto tra Nord e Sud, il lavoro, la famiglia, le città distrutte dalle periferie, i giovani e l’ambiente simboli del precariato…

Lo spazio non ci consente un resoconto di un messaggio politico narrato come fosse un racconto, un poema facendosi aiutare più volte da Leopardi e Pasolini . Il presidente della Puglia, rispondendo alle domande del Prof. della NYU Pasquale Pasquino e della Columbia Nadia Urbinati, ha provato a spiegare – e vista la reazione del pubblico ci è riuscito – che una vera vittoria politica per la sinistra in Italia può arrivare solo dopo aver conquistato quella culturale contro il berlusconismo. Così citiamo questo passaggio di Vendola come emblematico di una importante serata alla Casa Italiana Zerilli Marimò:

“Significa mettere insieme economia, lavoro, ambiente, cultura e immaginare un profilo culturale di un programma di alternativa che recupera i valori che abbiamo smarrito, l’idea che essere è piu importante che avere, l’idea che gli esseri umani senza relazioni umane non valgono un fico secco, l’idea che l’ombelico è anche patetico, il tuo ombelico, la rivelazione del tuo ombelico, la pornografia del tuo ombelico è una cosa che fa ridere, perche il senso della vita non è nei fianchi, nell’ombelico, e nell’apparire come una velina e come un tronista, il senso della vita è nel conoscere, nel costruire rapporti di solidarietà. Noi abbiamo amato Giacomo Leopardi perche nella splendida poesia la Ginestra contro la natura matrigna diceva bisogna fare catena umana, bisogna prendersi per mano, e allora ecco un programma che ha anche questo fiato. Permettetemi di citare un uomo che è stato tanto importante per me, il mio vescovo, che oggi è oggetto di un processo di beatificazione, Don Tonino Bello, un pugliese oggi santo per devozione popolare, lui diceva così in una preghiera meravigliosa, diceva gli uomini sono angeli con un’ala soltanto, devono tenersi abbracciati per poter volare…”.

Per poi concludere con un giuramento: “Io vi giuro che nella mia sinistra post-ideologica c’è una missione speciale, che è quella di liberare Berlusconi dalle sue ossessioni, perché io non voglio sconfiggere Berlusconi, voglio sconfiggere il berlusconismo di cui Berlusconi è prigioniero per dirgli guarda come è bello avere le rughe, come è bello vivere tutte le stagioni della vita, come è bello sentire i racconti dei vecchi, com’è riconoscere che la nostra bellezza è la nostra fragilità, che noi siamo belli non perché vogliamo rubare il mestiere a Dio, siamo belli perche sappiamo che siamo esposti al dolore e alle intemperie della vita, e che ci aspetta un esito che ci rende fratelli che è la morte. Ecco, io credo che se combattessimo anche su questo piano il berlusconismo forse avremmo anche più fortuna.”

Nella stampa berlusconiana abbiamo letto che il Cavaliere stravede per Nichi Vendola e che per questo motivo non lo attacca mai. Come per dire, se la sinistra sceglie un gay che per giunta è stato “comunista” anche dopo l’ultima ora, la vittoria della destra è assicurata. Può essere, anche se così la pensava il vecchio senatore John McCain quando sperò che quel senatore nero chiamato Barack Hussein Obama battesse Hillary Clinton.

di Stefano Vaccara (19-11-2010)

articolo originale