21 Maggio 2012

Pubblicato: maggio 25, 2012 in Buone Azioni, Comunicati

Riceviamo questa riflessione da Mauro Presini e pubblichiamo volentieri.

—————————————

Non credo ai minuti di silenzio in ricordo di chi non c’è più.

Credo a ore di parole collettive che servano a costruire consapevolezza su chi e cosa è mancato, chi e cosa manca, chi e cosa non dovrebbe mai mancare.

Non credo alle giornate di lutto.

Credo ad anni di impegno per far vivere la scuola come un’officina di saperi, relazioni e speranze.

Non credo ai giornalisti necrofagi.

Credo alle persone che sanno condividere l’intensità di un silenzio al momento giusto.

Non credo alle frasi di circostanza.

Credo nelle parole che ha scritto Nichi Vendola alla fine di una lettera indirizzata agli studenti ed alle studentesse di Puglia:

“A voi, ragazzi e ragazze che oggi piangete le vittime di questo orrendo crimine, vorrei dire che la migliore risposta a chi semina lutti è coltivare la vita, curare la libertà e la bellezza, usare la cultura come l’antidoto al degrado morale che partorisce la violenza.”

Credo che le parole che Antonino Caponnetto pronunciò a Vigevano nel 1994 nella sua Lezione sulla Legalità, spieghino quelle precedenti:

“…Perché la mafia teme la scuola più della giustizia, la mafia prospera sull’ignoranza della gente, sulla quale può svolgere opera di intimidazione e di soggezione psicologica: solo così la mafia può prosperare.”

Credo che tutti: studentesse e studenti, maestre e maestri, professoresse e professori, personale della scuola, genitori, cittadini, debbano accogliere la proposta dell’Associazione Per Una Nuova Primavera dell’Istruzione Pubblica:

“Lunedì tutte le scuole d’Italia devono chiamarsi Morvillo Falcone.

Lunedì 21 maggio in nessuna scuola di questa città, in nessuna scuola di questo paese si dovrà fare lezione normalmente.

In qualsiasi forma, dentro e fuori dalle aule, nei corridoi, nelle strade e nelle piazze, i gesti, le azioni, le parole pronunciate o scritte dovranno servire per piangere le nostre vittime, per esprimere la nostra collera, per ragionare sulle nostre responsabilità.

Nessun insegnante può chiamarsi fuori, nessuno studente deve guardare da un’altra parte.

Solo così il dolore e la collera potranno esprimersi.

Poi si tornerà al lavoro quotidiano, duro, invisibile e profondo che già da tempo persone libere come i ragazzi e gli adulti di LIBERA stanno facendo e che si sta estendendo, classe dopo classe in tante scuole italiane, anche nella nostra città.

Cerchiamo, noi tutti, di essere all’altezza di questo momento.

Possibile che solo l’Italia criminale e assassina capisca l’importanza della scuola?

La mafia è morte. Dimostriamo di essere vivi.”

Credo che la rabbia ed il coraggio, insieme alla responsabilità, debbano essere nostri buoni compagni di viaggio.

Mauro

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...